NUVOLE. CASA.

2015_09_12_178

Evento ripetuto

di Elfriede Jelinek (traduzione di Luigi Reitani)
di e con Chiara Guidi

In Nuvole. Casa. le parole si accumulano, strati su strati, come mattoni per la costruzione di una casa. Sono parole di altri, tratte da Hölderlin, Heidegger, Fichte, Kleist e da lettere della Rote Armee Fraktion del 1973-1977 che la scrittrice prende, solleva e sposta per collocarle nel suo libro. Il principio compositivo resta oscuro e le frasi dense di significato. Possiamo ascoltare, non capire, e se si ascolta pare di udire una voce sotterranea, grave come il suono di un contrabbasso, che tiene unito l'intero corpo dell'opera. Nuvole. Casa. è una favola del potere. Ne conosciamo le vittime, gli orrori dettati dall'emblema dell'atroce 'purezza', ancor prima di leggere il libro. La storia ci è nota a priori. Eppure, nel libro della Jelinek, premio Nobel nel 2004, ciò che conosciamo prende la forma di un enigma che è la promessa di un mutamento.

Una produzione Socìetas Raffaello Sanzio e Festival Focus Jelinek. Musiche di Daniele Roccato eseguite al contrabbasso dall'autore; con la partecipazione di Filippo Zimmermann.

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