L'OSPITE NEMICO
. Migranti e immigrati tra xenofobia e razzismo


Annali di storia
Palazzo del Seminario Vescovile 12 settembre 2010 - h 10.00
2010_09_12_194

Negli ultimi anni l'Italia è stata scossa da episodi di intolleranza e vere e proprie violenze nei confronti degli immigrati stranieri. Partendo da un fatto eclatante come quello degli emigrati italiani massacrati ad Aigues-Mortes il 17 agosto 1893 dai lavoratori locali per il timore di perdere a causa loro il proprio posto di lavoro, si dimostrerà come gli stereotipi relativi ai lavoratori stranieri immigrati in cerca di un'occupazione e i pregiudizi sviluppatisi nei loro confronti all'interno della nostra società siano in sostanza identici a quelli che causarono l'efferato massacro di oltre un secolo fa, costato la vita a un numero ancora oggi indeterminato di nostri connazionali.


Sempre più di frequente ci sentiamo spiazzati di fronte agli eventi di oggi, come se fossero totalmente «nuovi». Uno sguardo a quanto è successo solo pochi decenni fa può invece risultare di grande aiuto per capire quello che stiamo vivendo. Con gli "Annali di storia", Festivaletteratura propone la lettura di alcune questioni del mondo contemporaneo alla luce di documenti e testimonianze del recente passato.

L'evento 194 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto alle ore 11.00.

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cronaca  Al seminario Vescovile Emilio Franzina e Juri Meda parlano di immigrazione e xenofobia attraverso alcune lettere di immigrati italiani che Franzina ha raccolto e pubblicato sotto il titolo di "Merica! Merica" nel 1979, in cui i personaggi incatenano l'attualità alla storia e fanno luce su punti spesso dimenticati dell'emigrazione italiana.
Sorprende e delude vedere come un popolo di vecchi emigranti tratti con violenza i nuovi immigrati che vivono quello che gli italiani hanno vissuto fino agli anni '70. E allora è facile, giusto e forte ricordare Rosarno e accostare quell'esperienza a un linciaggio subito dagli italiani in Provenza, alla fine del XIX secolo, mentre oggi in quello stesso paese il sindaco ha origini italiane, oppure il Brasile, dove gli italiani erano persino stati soggetti alla schiavitù, o in America e Germania, dove erano insultati e dovevano tacere. Esattamente come quegli operai avvezzi agli insulti che dal nord-est sono scesi in Calabria per cercare il pane.
Pelle dura contro parole dure ma animo fumante contro il non rispetto dei diritti fondamentali. Non è giusto insorgere ma è giusto condannare, e forse un giorno anche Rosarno avrà un sindaco di origini africane.

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