PANCIA, TESTA E CUORE


2009_09_12_152

In un Paese in cui gli spettri del contraddittorio e della stampa tendenziosa, delle veline ammiccanti e dei tronisti beoti, fanno battere i denti anche ai cronisti più coraggiosi, ci sono ancora giornalisti capaci di svolgere la propria professione, senza piegarsi ai nuovi sonni della ragione. È il caso di Massimo Gramellini - saggista, vicedirettore de "La Stampa" e fenomenologo del Belpaese nella rubrica "Buongiorno". In compagnia di Federico Taddia, conduttore dei programmi per ragazzi su Rai Tre e Radio 24, Gramellini guiderà l'uditorio tra i segreti di un mestiere sotto l'occhio del ciclone. 


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cronaca  Il suo "Buongiorno", la posta del cuore, aneddoti di vita e sulla professione, pensieri e opinioni sul nostro Belpaese: questo e tanto altro è stato sviscerato sabato 12 alle 16.30 al liceo classico Virgilio da Massimo Gramellini, saggista de "La Stampa", messo sotto la lente d'ingrandimento da Federico Taddia, conduttore radiotelevisivo, all'evento "Pancia, testa e cuore".
Ha iniziato a scrivere sulla rubrica dieci anni fa, ed oggi racconta di questa sua piccola pillola mattutina come «diagonale» rispetto alla realtà, grazie alla quale cerca cinque giorni a settimana di ricavare la morale sui fatti di tutti i giorni.
Il distacco tra la politica e la gente comune, il crollo sociale verso il quale rischiamo di imbatterci, la lettura vista come antidoto nei confronti di una realtà spesso scoraggiante, sono tra gli argomenti trattati da Gramellini.
Non dimentica la sua amata professione, iniziata a ventisei anni, verso la quale lancia una provocazione: «Il giornalismo si occupa di un fatto inusuale, ma nei giornali bisognerebbe trovare lo spazio per la speranza in modo da non far precipitare nella rassegnazione del male i lettori».
Oggi, secondo Gramellini, il giornalismo è stereotipato e il giornalista è diventato quasi come un impiegato incollato alla propria scrivania: «passiamo così tante ore al computer - ironizza il giornalista - che ci stupiamo della fila in posta o al supermercato».

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