VELI D'ORIENTE E D'OCCIDENTE


2009_09_13_197

Rosella Prezzo e Anna Vanzan 
 con Anna Maria Crispino
 - Sotto la spinta delle migrazioni transnazionali, in un'Europa sempre più intenta a riaffermare la sterile distinzione noi/loro, la polemica sul velo rappresenta un potente veicolo di demonizzazione delle diversità culturali. Ma è sempre stato così? Chi non ha sfogliato un album di famiglia scoprendo lontane parenti che coprivano pudicamente il capo con la veletta, o non ha mai intravisto per strada anziane signore che portano il fazzoletto con la stessa naturalezza con cui oggi si indossa un giubbotto? Indagando senza pregiudizi le comunanze tra i simboli costitutivi della soggettività umana, la filosofa Rosella Prezzo ("Veli d'Occidente") si confronterà su un tema di grande attualità con l'iranista e islamologa Anna Vanzan ("La storia velata") e con la giornalista Anna Maria Crispino. 


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cronaca  Al Liceo Classico Virgilio, la filosofa e docente Rosella Prezzo (autrice del saggio "Veli d'Occidente"), in compagnia dell'iranista e islamologa italiana Anna Vanzan e della giornalista Anna Maria Crispino, ha affrontato, prendendo spunto dalle polemiche che quasi quotidianamente giornali e telegiornali propongono sull'utilizzo del velo islamico, il problema -italiano come europeo- del riaffermasi della sterile e pericolosa distinzione «noi/loro», di cui la questione del velo è un vero e proprio simbolo.
Perché oggi questo tema è così attuale? Perché qualcuno si stupisce così tanto nel vedere donne con il volto coperto da un velo? Forse, sottolinea la Prezzo nel suo lavoro, abbiamo dimenticato il nostro passato: l'utilizzo del velo non è infatti prerogativa esclusivamente orientale, anzi, è ben presente anche nella cultura occidentale.
Basterebbe che ognuno di noi sfogliasse un vecchio album di famiglia, o delle vecchie foto in bianco e nero del secolo scorso, per scoprire lontane parenti che nascondevano pudicamente il capo con una sorta di veletta, o anziane signore coperte da un fazzoletto a mo' di vezzo estetico o per ripararsi dalla calura del sole.
Il velo, quindi, visto come il gesto del velare o dello svelamento, associato, in momenti differenti, sia al sacro che al profano, attraverso un complesso gioco di rimandi che rinvia, alternativamente, all'intravedere e al coprire.
Veli d'Oriente e d'Occidente, ma senza trovarci, poi, così tante differenze.

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