Il mondo transatlantico di Caryl Phillips


Casa del Mantegna 10 settembre 2005 - h 15:30
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Caryl Phillips è considerato una delle voci più interessanti della letteratura della cosiddetta Black Britain. Nato in un'isola caraibica e cresciuto a Leeds, è stato nominato dal "Sunday Times" scrittore dell'anno nel 1992 e con "A Distant Shore" si è aggiudicato il Commonwealth Writers Prize nel 2004. Nonostante il suo romanzo "The Nature of Blood" sia ambientato a Venezia e racconti la storia di discriminazione del nero Otello con quella di un gruppo di ebrei di Portobuffolè messi al rogo dal governo della Serenissima, Phillips non è ancora stato tradotto nel nostro paese. Lo presenta al pubblico italiano Itala Vivan, esperta di letteratura caraibica e post-coloniale.


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cronaca  È un peccato che i romanzi dello scrittore Caryl Phillips non siano ancora stati tradotti nella nostra lingua. A molti lettori è così precluso quel vastissimo bagaglio di vita ed esperienza che l'autore trasferisce nei suoi testi. Il mondo di Phillips è davvero un mondo transatlantico, perché più volte ha dovuto attraversare l'oceano per aprire le porte di una nuova casa. Nell'incontro del quale è stato protagonista alla Casa del Mantegna con Itala Vivan, ha presentato il suo ultimo libro "Dancing in the Dark", storia di una attore di colore che riesce solo ad ottenere parti da pagliaccio. Esponente di spicco della letteratura post-coloniale, lo scrittore nel corso dell'evento ha spiegato cosa si prova a vivere questa condizione di emigrante, perché ogni volta bisogna trovare un nuovo compromesso per non restare fuori. Mettendo così sempre a dura prova la propria identità.

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