Samuele Bersani con Enzo Gentile

Teatro Bibiena 8 settembre 2006 - h 15.45
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«Ogni volta che sto per incidere un disco ho l'istinto di distruggere la mia vita vera, per poi ricostruirla. Mi servono cose da scrivere». Samuele Bersani è un musicista avido di cose da raccontare, forse uno dei pochi che riesce a catturare dalla cosiddetta 'attualità' personaggi e situazioni emblematiche del tempo in cui viviamo, reinventandoli in versi e in note. Dialoga con l'autore di "L'aldiquà" il giornalista Enzo Gentile.


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cronaca  Oggi pomeriggio la fila fuori dal Teatro Bibiena per vedere Samuele Bersani era interminabile. Come in una vera e propria chiacchierata fra amici Bersani ha parlato di vita quotidiana e di calcio, ha letto poesie in dialetto e ha scherzato col pubblico e con il giornalista Enzo Gentile, che nei giorni scorsi ha intervistato anche Roberto Vecchioni e Ivano Fossati. Ma ha parlato soprattutto della sua musica, e di come sia stato aiutato dalla letteratura nello scrivere i suoi testi. È un cantautore che si serve di immagini per comunicare con il suo pubblico e ama definire le sue canzoni «quasi per non vedenti». Ironico, ma sincero, ha saputo incantare i presenti, confessando inaspettatamente «alcune canzoni che ho scritto in un passato remoto, io, personalmente, non le capisco».

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