LA CARTA GEOGRAFICA NELLA STORIA


Cartografia
2006_09_10_237

Come sono cambiate nei secoli le carte geografiche? Prese spesso per 'dati oggettivi', mappe e atlanti in realtà ci permettono di capire come l'uomo ha guardato l'ambiente intorno a sé e anche perché lo ha guardato. Massimo Quaini, geografo autore di "L'ombra del paesaggio" e Paola Sereno, docente all'Università di Torino, tracciano un percorso storico della cartografia, senza dimenticare le figure dei cartografi, artisti-scienziati spesso dimenticati. Conduce l'incontro Daniela Ferrari, direttrice dell'Archivio di Stato di Mantova.


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cronaca  Festivaletteratura non è solo libri, in quanto «anche la geografìa è un modo di rappresentare il mondo sulla carta»: potremmo sintetizzare così l'evento che si è tenuto nell'Aula Magna dell'Università di Mantova con la partecipazione di Massimo Quaini e Daniela Ferrari. L'esposizione di Quaini è rivolta a spiegare l'evoluzione delle scienze geografiche e, in special modo, di quella cartografica: il viaggio visto come strumento di produzione cartografica che unisce su una immaginaria linea temporale le esplorazioni dei fenici e le guide turistiche di oggi. Mentre spiega, Quaini commenta e descrive alcuni esempi antichi di cartografia proiettati su maxischermo. Quando la parola passa a Daniela Ferrari la dissertazione ha come argomento principale Mantova: si parla della corte gonzaghesca di Francesco I e Isabella d'Este e della loro epoca, da cui arrivano i primi documenti di cartografìa inerente il territorio mantovano. Questi vengono proiettati e spiegati dall'archivista mantovana.

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