UN SOGNO FATTO A MANTOVA


Castello di San Giorgio, Cortile 5 settembre 2007 - h 18:45
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Una notte d'ottobre, a Mantova, in una stanza poveramente illuminata di una piccola locanda, nell'attesa di visitare il giorno dopo la grande mostra del Mantegna. Un sogno. Un giorno di primavera o d'inizio estate, un giardino con alberi da frutto, ragazze che ridono. «Noi siamo le fate» dicono «questa è la casa dell'immortalità». Un racconto del poeta francese Yves Bonnefoy che dà il titolo a una raccolta di appunti di viaggio, meditazioni artistiche, stravaganze. Un sogno che ritorna a Mantova, in forma di reading.
 Ingresso dal Listone dei Marmi. Il biglietto comprende la visita alla mostra di Lucio Fontana e alla Camera degli Sposi.


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cronaca  Cercando l'ingresso per ascoltare Yves Bonnefoy che ci racconta il suo «...sogno fatto a Mantova», ci si perde un po'. L'autore, matematico, filosofo e poeta, arriva con ritardo, vittima anche lui del 'labirinto del castello'. Le scuse di Fabio Scotto, traduttore italiano dei testi di Bonnefoy, aprono il discorso ancor prima dei saluti, seguiti da una breve presentazione dell'autore definito, a ragione, «il maggior poeta francese, contemporaneo, vivente».
Si racconta la genesi dell'opera in questione, lo fa Scotto in italiano e lo segue Bonnefoy in francese, poi la parola alla poesia. Si legge il racconto, sguardi verso il cielo terso del Cortile del Castello S. Giorgio e applausi.
Beppe Severgnini, seduto a terra accanto a me, prende nota e sfoglia il libro appena pubblicato Le assi curve. L'attenzione del pubblico è costante, il suono del francese del professore dolce alle orecchie.
Si leggono altri quattro sonetti su Firenze, Ferrara, un inedito su Palladio a S.Giorgio Maggiore - rintocchi di campane non lontane segano le venti - si finisce con "La tomba" di Leopardi, ultima lettura regalata al pubblico che saluta il professore con un lungo applauso e si accalca per farsi autografare i testi.
L'incontro si conclude con la duplice visita alla Camera degli Sposi, affrescata dal Mantegna, e alla mostra di Lucio Fontana appena inaugurata. Letteratura, poesia, arte e cultura.

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