LA GRAMMATICA DEI MESTIERI
. Pregi, difetti e rarità delle lingue specialistiche e settoriali


Grammatica
Palazzo della Ragione 8 settembre 2007 - h 18:00
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3. La grammatica dei medici



Intervengono Paolo Cornaglia Ferraris, medico ed autore di "Camici e Pigiami" e Luca Serianni, dell'Università degli Studi di Roma.


Le diagnosi dei medici vi sembrano scritte in italiano? E le dimostrazioni di un fisico? Tra la lingua, diciamo così, quotidiana e quella che si usa in un ambito specialistico c'è una bella differenza. Il lessico diventa più preciso, e lo stesso modo di mettere insieme le frasi cambia. La lingua non sembra più la stessa. A volte però, da questi usi 'tecnici', ci guadagniamo tutti. Se vogliamo dare delle spiegazioni chiare non seguiamo l'esempio di una ricetta di cucina? E non fi niamo per parlare d'amore a rima baciata come ci insegnano le canzonette più orecchiabili? Un confronto sulla lingua tra chi la usa 'per mestiere' e chi la studia per professione.

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cronaca  A Palazzo della Ragione ci accoglie un caldo asfissiante. Si parla di esami clinici talvolta inutili, dal gergo volutamente complicato con il quale i medici si rivolgono ai propri pazienti. E cosa dire dei foglietti illustrativi dei farmaci che spiegano chissà che cosa?
Unica certezza è che l'effetto collaterale è soltanto l'ombra dell'effetto desiderato, parola del dottor Cornaglia Ferraris. Ma, poiché descrivere i pericoli correlati all'uso dei farmaci ne farebbe vendere meno, allora l'omissione diventa un obbligo.
Il libro del professor Serianni "Un treno di sintomi. I medici e le parole..." conta tantissime parole bugiarde. Parole che popolano referti medici rendendoli oscuri ai più.
Se la parola finisce con l'essere la prima cura, non si può di certo trascurare il linguaggio non verbale che molto incide sulla comprensione medica e non; dunque sintassi. E non sono che una parte del complesso mondo del linguaggio, e l'omeopata, a differenza del medico allopata (che usa i farmaci chimici), è colui che avvicinandosi fisicamente di più al paziente, toccandolo, gli trasmette la percezione positiva che potrà guarirlo.
Si chiude con una barzelletta sui fraindendimenti che certe prescrizioni mediche possono suscitare... ma preferisco non riportarla ci sarebbe la possibilità che fraintendiate.

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