LA CRUSCA PER VOI
. Sportello di pronto soccorso grammaticale


Grammatica
Palazzo della Ragione 9 settembre 2007 - h 16:15
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Risponde oggi Giulio Lepschy, autore di "La lingua italiana. Storia, varietà dell'uso, grammatica".


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cronaca  La lingua italiana non è una scienza esatta.
Giulio Lepschy, autorità nel campo della linguistica italiana, risponde a varie domande, formulate dal pubblico sia in forma cartacea che orale, riguardanti la grammatica, ma quello che colpisce è che non fornisce mai una soluzione univoca.
Ritiene che si debba fare una grande distinzione tra la lingua scritta e quella parlata e che sia quest'ultima ad avere l'autorità maggiore nello stabilire come dire una parola, o come formulare una frase.
È scettico rispetto a norme di tipo puristico, che non tengono conto dell'evolversi della lingua o delle differenze tra le varie regioni d'Italia.
Potremo dire, quindi, indifferentemente, arancio o arancia per indicare il frutto, mentre i miei ricordi scolastici associavano l'arancio all'albero e l'arancia al succoso frutto.
Le idee si complicano: dove sono finite le regole insindacabili della lingua italiana?
Si palesa un libero arbitrio che non pensavo possedessimo.
Perciò (e spero si capisca la lieve ironia): volete ciò dite che!

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