UNO SCRITTORE DEVE ESSERE SOCIAL?

Extralab
santagnese10 8 settembre 2012 - h 12:00:00
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Giorgio Fontana ("Per legge superiore") offre qualche suggerimento su come uno scrittore possa sfruttare consapevolmente i mezzi dei social media e del web senza farsi inghiottire o snaturare il proprio lavoro, anche restando tranquillo nella sua torre d'avorio.

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cronaca  Uno scrittore deve essere social? Uno scrittore è distratto o è aiutato dall'essere presente su uno o più social network? Se scrittori come Jonathan Franzen o Zadie Smith hanno più volte preso carta e penna per scrivere contro i social media, inutili e alienanti secondo loro, significa che la risonanza mediatica delle esistenze virtuale è a livelli altissimi. Giorgio Fontana, l'autore di "Per legge superiore" (Sellerio 2011), si è divertito a preparare un "Extralab" per dimostrare i vantaggi (a suo modo maggiori) e gli svantaggi dell'avere un account su un social network per chi fa della scrittura il proprio mestiere. Per Fontana essere social non vuol dire solamente avere un profilo su twitter o su facebook, sarebbe riduttivo. Essere social vuol dire vivere compiutamente la rivoluzione che il web 2.0 ha portato. Ci sono più strumenti oltre ai social network, ad esempio i blog e le riviste digitali per vivere in pieno l'esperienza della rete. Essere pienamente in rete vuol dire quindi avere un'identità, che anche se digitale, va curata coma la nostra identità fisica vera e propria. I cittadini del web devono seguire delle regole e conoscere la grammatica della rete. Con queste premesse il giovane scrittore lombardo inizia ad elencare i pregi del frequentare i social network: i motivi meramente strumentali riguardano ovviamente la promozione della propria opera ed i rapporti con i propri lettori. In qualche modo farsi pubblicità con strumenti gratuiti come un post o un tweet è un mondo per sopperire alla crisi dell'editoria, sostiene Fontana. Gli strumenti fondamentali di cui uno scrittore si deve dotare per curare al meglio la propria immagine sono:
1. Il sito personale;
2. L'email;
3. Facebook;
4.Twitter;
Il sito personale ancora ha un'importanza fondamentale: superiore ai social network per il controllo che si ha dei propri dati. Fontana elenca poi delle regole generali, una sorte di netiquette, per rapportarsi al meglio con la propria identità virtuale:
1. Darsi delle regole comportamentali;
2. Non perderci troppo tempo;
3. Evitare le polemiche inutili;
4. Difendere la propria identità;
5. Non snaturare il proprio lavoro;
In teoria lo scrittore dovrebbe preferire il silenzio e la solitudine per concentrarsi al meglio. Ovviamente questo è vero anche per Fontana, il quale nei momenti di lavoro creativo limita l'uso dei social network. La qualità della scrittura è sempre quello che conta; per un autore non è fondamentale essere in rete, ma l'esserci nel modo giusto può certamente aiutare.

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