UN TERRITORIO ASSASSINATO PER L'ISPETTORE STUCKY

L'appetito vien leggendo
Casa Slow 9 settembre 2012 - h 13:00:00
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L'ispettore Stucky, nato dalla fantasia di Fulvio Ervas, dovrebbe occuparsi solo di omicidi. In realtà le sue indagini finiscono sempre per portarlo a scontrarsi con i continui soprusi sul territorio della pianura veneta: sorgenti d'acqua intaccate dall'inquinamento, fabbriche che divorano la terra ai campi, allevamenti e coltivazioni intensive condotte in modo sospetto. Con il giornalista Luca Angelini, tra cicheti e prosecco, l'autore di "Pinguini arrosto" e "Finché c'è prosecco c'è speranza" discute della folle gestione del territorio di questi ultimi anni, che condiziona pesantemente il sistema agro-alimentare oltre che la nostra vita di tutti i giorni.

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cronaca  La Casa Slow Food, oasi di saporoso rilassamento, ci accoglie per l'ultima volta in questo Festival. 
Le storie velate di giallo dell'anomalo ispettore Stucky sono in realtà solo dei pretesti per indagare sul degrado, anzi vero e proprio assassinio, del territorio, del paesaggio e di tutto ciò che dà loro vita, dall'acqua all'aria, dagli animali al filo d'erba: queste sono le tematiche preferite dell'autore.
Fulvio Ervas da bambino viveva sulle rive di un Piave ancora in buona salute; attratto dagli animali e dalle piante, si laurea in Agraria con una tesi sulla vacca Burlina per contribuire a salvaguardare dall'estinzione i pochi esemplari rimasti; ama il suo lavoro di insegnante, ma è attratto continuamente da personaggi, storie e idee che gli frullano in testa senza tregua, tanto da trovar pace quando li ha finalmente fissati con la scrittura, per poter lasciare spazio ad altri e ricominciare.
L'ispettore Stucky è riciclabile all'infinito, ma essendo un meticcio portoghese la sua funzione originaria è provocatoria, nato per alimentare il fastidio dei trevigiani, ora concittadini di Fulvio, nei confronti dei forestieri, extra-comunitari o veneziani che siano.
Il richiamo al rispetto della terra domina in tutta la variegata produzione di questo autore: si coltiva per poter mangiare bene e per poter far mangiare bene i nostri figli, afferma egli con forza: la coltivazione è fatica e conoscenza, fa bene alla testa e al fisico e non bisogna mai dimenticare che è una filosofia; Ermanno Olmi proprio qui a Mantova ha affermato che il primo rimedio contro la crisi consiste nel prendere una zappa, dare un colpo al terreno e piantare un seme.
Luca Angelini, che dialoga con Ervas di fronte al pubblico, argina la sua passione riportandolo al tema dell'incontro: che cosa significa inquinare e come rimediare? «È assurdo - risponde l'autore - distruggere un luogo e poi dichiararlo parco da difendere»; pare che oggi inquinare sia un mestiere come un altro; è inoltre un'illusione constatare che l'inquinamento cala di livello, perché questo è dovuto all'esportazione di molte attività; tappare i buchi è diventata un'arte, si tappano con qualsiasi cosa, persino con l'amianto; è un horror vacui autodistruttivo...
Ci si risolleva lo spirito con gli assaggi preparati dalla Casa Slow: 'cicheti' veneti accompagnati dal vino, che nelle osterie si consumano in piedi, chiacchierando: sarde in saor con salsa di cipolle, aceto, uvetta e pinoli; cozze passate con aglio, olio, pepe e pane grattugiato; polpo detto 'folpo' con uova sode. "Finché c'è prosecco c'è speranza", recita il titolo di un altro libro dell'autore, e mai citazione fu più adeguata; si raccomanda però quello di qualità!
Mentre i commensali gustano e degustano, Angelini legge brani dei libri di Ervas: uno tratto da "Pinguini Arrosto" invita a riflettere e ad agire sull'inquinamento delle acque, che tanto abbondanti fluiscono nel territorio veneto e in quello lombardo, ma non in eterno!
È la volta del pubblico, che mette in rilievo e denuncia scempi di ogni genere nei confronti del territorio: quanto lavoro d'indagine per l'ispettore Stucky!

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