GUIDA RAPIDA ALLA RICERCA GENEALOGICA

Genealogie
2013_09_05_GEN1200

Oltre ai registri di stato civile messi a disposizione nel "Laboratorio ricerche e alberi", sono moltissime le fonti archivistiche che permettono di approfondire la ricerca genealogica, delineando meglio le identità dei nostri antenati: dai passaporti agli atti catastali, dai documenti notarili alle liste di leva, dai registri di emigrazione/immigrazione fino alle banche dati presenti su internet. Daniela Ferrari, direttrice dell'Archivio di Stato di Mantova, insieme a Danilo Craveia, esperto genealogista, indica rapidamente tutte le strade utili per proseguire la ricerca iniziata in occasione del Festival.

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cronaca  Da dove cominciare per ricostruire l'albero genealogico della propria famiglia? "Find a Grave" (www.findagrave.com) è un sito web americano che offre accesso a un database di registri cimiteriali con oltre 104 milioni di record. Nulla di macabro in realtà, perché tra le principali fonti per avviare una ricerca genealogica vi sono ovviamente epigrafi tombali e necrologi. Forse, però, il primo vero gesto da compiere è quello di aprire l'album di famiglia, alla ricerca di fotografie spesso capaci di raccontarci più di mille parole.
Proseguono presso la Sacrestia dell'Archivio di Stato gli incontri del ciclo "Genealogie", con l'intervento dell'archivista Danilo Craveia e della direttrice dell'Archivio di Stato di Mantova Daniela Ferrari. Acquistato nel 1999 e composto da oltre 180 mila scatti, l'archivio fotografico Giovetti comprende inoltre più di 80 mila foto tessere, molti reportage di matrimoni, cerimonie religiose, manifestazioni pubbliche e private dei cittadini mantovani dal 1900 alla fine del secolo. Un patrimonio straordinario, che la direttrice Ferrari ha voluto presentare in quest'occasione per ribadire ancora una volta l'importanza di quanto è spesso custodito, anche inconsapevolmente, nelle nostre case.
Dal 1804 al 1815 circa il riferimento principale per una corretta ricerca è la cosiddetta Anagrafe di Stato Civile napoleonica, di cui l'Archivio mantovano ha avviato l'indicizzazione. Le Anagrafi di Stato Civile custodite dai Comuni italiani sono diventate obbligatorie solo dal 1871, per cui bisogna far riferimento alle anagrafi redatte dai parroci, come stabilito nel 1563 dal Concilio di Trento, per quanto riguarda gli anni precedenti. Da non dimenticare infine, tra le principali fonti utilizzabili, quelle orali, il catasto, le liste di leva militare e internet che, attraverso portali nazionali come "antenati.san.beniculturali.it", rende disponibile al grande pubblico le raccolte documentarie degli atti di stato civile presenti nei diversi Archivi di Stato e, grazie a una convenzione stipulata con FamilySearch International, mira a pubblicare progressivamente milioni e milioni di immagini.
Nonostante ostacoli quali l'accessibilità e la riproducibilità delle fonti, i limiti imposti dalla legge sulla privacy, lo stato di conservazione degli archivi o anche le semplici difficoltà calligrafiche, la ricerca genealogica può rivelarsi un viaggio entusiasmante, nel tempo come nello spazio, un atto di civiltà attraverso la trasmissione del ricordo e la ricostruzione del romanzo, non scritto, della propria famiglia. 

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