IDENTITÀ RITROVATE

Casa del Mantegna 5 settembre 2013 - h 20:45
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La questione dell'identità in "La tela", il capolavoro di Benjamin Stein, si pone ancora prima di cominciare la lettura. Il romanzo infatti si può iniziare da una parte o dall'altra o si possono anche alternare i capitoli. Dietro ogni copertina inizia una storia che esattamente al centro si incontra con l'altra. Ed entrambi i protagonisti sono alla ricerca di un loro scopo nel mondo, che forse non coincide con le loro origini. Con lo scrittore tedesco, proprietario della casa editrice Edition Neue Moderne e autore del blog letterario Turmsegler, dialoga Giulio Busi, esperto di cultura ebraica.

con il contributo di Goethe-Institut Mailand

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cronaca  «Un autore insolito per un libro insolito»: così, Giulio Busi, ha presentato e definito Bejamin Stein e il suo romanzo "La tela", presentato nella splendida cornice del giardino della Casa del Mantegna ieri sera. Due le tematiche principali trattate: l'identità e la memoria.
Così come si sono avvicendati armoniosamente gli interventi di Busi e Stein, così anche gli argomenti trattati si sono intrecciati tra loro durante il racconto della storia (vera) di Benjamin Wirkominsky, autore che nel 1997 fa uscire in Germania un'autobiografia sulle sue memorie d'infanzia relative alla Shoah subita (che in realtà poi si rivela essere un falso e tre anni dopo fa cadere Bruno Dossakorf, questo il vero nome di Wirkominsky, in disgrazia), e della storia (fantastica) del liutaio Minsky che si trova a dover scrivere il memoriale di Amnon Zichroni, analista ebreo di Zurigo che ha il dono di rivivere i ricordi degli altri.
Il romanzo si presenta al lettore come un «ibrido inaspettato che racconta di cultura ebraica, seguendo una nuova tipologia espressva di scrittura in lingua tedesca» in quanto è composto secondo una capitolazione che può essere seguita dal lettore senza un ordine preciso. La costruzione del testo è indubbiamente provocante e per quanto possa sembrare di primo acchito una pura boutade stilistica, in realtà presenta un contenuto molto ricco e profondo che tuttavia viene alleggerito da una scrittura fresca ed ironica. 

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