Storia e progetto dell'Archivio

L'Archivio di Festivaletteratura nasce nel 2010 dall'esigenza di valorizzare la documentazione del Festival a partire dalla prima edizione, nel 1997. Le fotografie, i video, le registrazioni sonore, la grafica, i gadget e i documenti prodotti dall'attività del Comitato organizzatore del Festival e dall'Associazione Filofestival saranno nel tempo digitalizzati, inventariati e descritti. Il risultato di questa attività sarà progressivamente pubblicato all'interno dell'Opac, per permettere al pubblico di rivivere gli eventi, di scoprirne di nuovi e di identificare nuovi percorsi, istituire nuove connessioni all'interno dell'imponente mole di contenuti elaborata nel corso delle precedenti edizioni del Festival, al fine di costituire un fertile humus per il germogliare di una nuova produzione culturale.

I primi passi del percorso che porta all'apertura dell'archivio vengono mossi con l'avvio del progetto "Un archivio per l'innovazione. I giovani e i documenti di Festivaletteratura" con il sostegno dell'ANCI, che l'ha inserito nella Rete dei Festival aperti ai giovani, del Ministero della Gioventù e del Comune di Mantova. L'iniziativa è stata lanciata durante l'edizione 2009 del Festival, con l'organizzazione di due eventi nell'ambito dei quali sono intervenuti l'Archivio Prezzolini di Lugano, la Fondazione Mondadori, il Museo Alessi e l'Archivio storico di Casa Zegna, per raccontare le loro esperienze e cominciare insieme una riflessione sulle potenzialità del futuro Archivio di Festivaletteratura. Durante i primi mesi del 2010 un corso di formazione ospitato presso l'Archivio di Stato di Mantova ha coinvolto tredici giovani aspiranti archivisti provenienti da tutta Italia. Durante l'estate dello stesso anno è stata allestita la sede stabile dell'Archivio presso i locali occupati in precedenza dalla Segreteria Organizzativa, in via Accademia 47. Negli anni successivi il patrimonio è stato oggetto di una imponente campagna di digitalizzazione che ha interessato in particolare la fototeca e a sezione sonora, grazie al sostegno di Regione Lombardia. Nel 2014 l'archivio è stato dichiarato dalla Soprintendenza Archivistica della Lombardia di notevole interesse culturale.