Franco Battiato

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Franco Battiato è musicista, cantautore e regista. Personaggio eclettico, esordisce in campo musicale negli anni '70 mostrando già una decisa inclinazione alla sperimentazione con l'album "Fetus" (1971); ma il grande successo arriva con "L'era del cinghiale bianco" (1979) e "La voce del padrone" (1981), che rimane primo in classifica per un anno. Dopo l'uscita di altri due fortunati dischi, "Orizzonti Perduti" (1983) e "Mondi Lontanissimi" (1985), in collaborazione con Longanesi, che ne distribuisce i volumi, fonda nel 1985 la casa editrice L'ottava, specializzata in testi filosofici. Nel frattempo lavora alla stesura della sua prima opera teatrale, "Genesi", che debutta a Parma nel 1987 e a cui seguono "Gilgamesh" (1992) e "Il cavaliere dell'intelletto" (1994), commissionata dalla Regione Sicilia in occasione dell'ottavo centenario dalla nascita di Federico II di Svevia e scritta con il filosofo Manlio Sgalambro. Negli anni '90 ottiene per due volte il riconoscimento di Miglior Disco dell'anno nel referendum indetto dalla rivista "Musica e dischi": il primo per "Come un cammello in una grondaia" (1991), portato in tour con I virtuosi italiani, i violinisti Antonio Ballista e Giusto Pio, e il secondo con "Caffè de la Paix" (1993). L'incontro con Manlio Sgalambro si trasforma in un solido sodalizio artistico, infatti il filosofo collabora con Battiato ai testi de "L'ombrello e la macchina da cucire" (1995), de "L'imboscata" (1996), album che contiene anche il brano "La cura" (vincitore del Premio Internazionale della Musica come Migliore canzone dell'anno nel 1996), e di "Gommalacca" (1998). Seguono poi "Fleurs" (1999), progetto realizzato in tre album in cui Battiato reinterpreta grandi classici della canzone italiana e con cui riceve il Premio Tenco 2000 come Migliore Interprete, e "Dieci Stratagemmi" (2004), che trae il titolo da un antico testo cinese sulla tattica e la strategia militare. Recente è poi il suo debutto nella regia con il film "Perduto Amor" (2003) con cui si aggiudica il Nastro d'Argento come Migliore regista italiano esordiente e a cui si aggiungono altri tre lungometraggi, "Musikanten" (2005), "Il vuoto" (2007) e "Niente è come sembra" (2007).

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