Viktor Erofeev

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Viktor Erofeev è un importante critico letterario, scrittore e giornalista. Figlio di un diplomatico russo, trascorre la sua adolescenza a Parigi dove entra in contatto con la letteratura censurata in Russia. Tornato in patria si dedica a studi letterari culminati con la tesi di dottorato dedicata ai rapporti tra Dovstoevskij e l'esistenzialismo francese. Dopo aver pubblicato alcuni saggi su Šestov e il Marchese De Sade, nel 1979 decide di fondare una sua rivista letteraria, "Metropol'", una sorta di almanacco letterario in cui vengono inclusi anche gli scrittori banditi dal regime. Questa iniziativa gli costa una censura durata fino al 1988, solo in piena epoca Gorbacev ritorna in auge pubblicando nel 1990 "Russkaja Krasavica" ("La bella di Mosca", Rizzoli 1992) successivamente tradotto in ben venti lingue e da cui è stato tratto l'omonimo film. Negli anni Novanta scrive due saggi sulla condizione della letteratura russa, "Pominki po sovetskoj literatury" ("An Epitaph of Soviet Literature", 1990) e "Russkie cvety zla" ("I fiori del male russi", 1993), nei quali annuncia la morte del Realismo letterario sovietico, e il romanzo "Žizn s idiotom" ("La vita con un idiota", 1992), da cui Alfred Schnittke ha tratto il libretto per un'opera lirica. Risale al 2004 invece il romanzo autobiografico "Chorošij Stalin" ("Il Buon Stalin", Einaudi 2008), cui segue nel 2006 la raccolta di racconti "De profundis" e "The Encyclopaedia of Russian Soul" (L'enciclopedia dell'anima russa, Spirali 2006). Giornalista apprezzato, collabora con prestigiose testate, tra cui "The New Yorker" e "New Yorker Review of Books" e in Russia inoltre conduce il programma televisivo "Apokrif" sul canale Kul'tura.

Viktor Erofeev is an important literary critic, writer and journalist. The son of a Russian diplomat, he spent his teens in Paris where he approached Russian censored literature. Back in Russia he dealt with literary studies with his thesis on the relation between Dovstoevskij and French existentialism. After publishing essays on Shestova and De Sade, in 1979 he decided to create his own literary review, "Metropol", a sort of literary almanac where the writers banned by the regime are also included. This initiative cost him censorship up until 1988. He regained favour in 1988 and with Gorbacev publishing "Russkaia Krasavitsa" ("Moscow Fair Lady"), later translated in as many as 20 languages and adapted for the big screen with the same name. In the 90s he wrote two essays on the condition of Russian literature, "Pominki po sovyetskoi literatur" ("An Epitaph of Soviet Literature", 1990) and "Russkie tsvety zla" ("Russia's Fleur du Mal", 1993), where he announced the death of Soviet Realism, and the novel "Zhizn s idiotom" ("Life with an Idiot", 1992), from which Alfred Schnittke drew inspiration for an opera libretto. In 2004 he wrote an autobiographical novel, "Khoroshii Stalin" ("The Good Stalin"), followed by the stories of 2006 "De profundis" and "The Encyclopaedia of Russian Soul" ("The encyclopaedia of the Russian Soul"). An appraised journalist, he writes for many publications, including "The New Yorker" and "New Yorker Review of Books" and in Russia he also presents the programme "Kultur".

"I fiori del male russi", Antologia, Voland, 2001
"Tra Mosca e Petuski", Frassinelli, 2003
"Mosca- Petuski e altre opere", Feltrinelli, 2004
"La bella di Mosca", Biblioteca Universale Rizzoli, 2004
"L'enciclopedia dell' anima russa", Spirali, 2006
"Il buon Stalin", Einaudi, 2008
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