Valerio Pellizzari

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Valerio Pellizzari al Festivaletteratura 2015 - ©Festivaletteratura

Già inviato speciale del "Messaggero" e poi editorialista de "La Stampa", Valerio Pellizzari ha seguito per oltre quarant'anni gli avvenimenti che hanno sconvolto l'Europa dell'Est, il Maghreb, il Medio Oriente, l'Asia centrale e l'Estremo Oriente. Ha vinto il Premio 'Max David' per il giornalismo ed è considerato uno tra i primi venti corrispondenti di guerra internazionali. Venne dichiarato «nemico del popolo iracheno» dal regime di Saddam Hussein per aver rivelato i documenti sui prigionieri curdi vittime di esperimenti chimici. A circa vent'anni di distanza da "Kabul Kabul", scritto insieme a Ettore Mo, nel 2012 ha pubblicato un memorabile volume sull'Afghanistan dal titolo: "In battaglia, quando l'uva è matura".(foto: Festivaletteratura)

Valerio Pellizzari has been an Italian correspondent for "Il Messaggero" and "La Stampa". He is considered one of the world's twenty greatest war correspondents. A great connoisseur of the Middle Eastern world, he has followed conflicts and political developments in the Middle East, in the Far East, in Central Asia, in Magreb and in Eastern Europe. He was declared public enemy by Saddam Hussein's regime for revealing documents proving chemical experiments on Kurd prisoners. Two decades after "Kabul Kabul" (with Ettore Mo), in 2012 he published "In battaglia, quando l'uva è matura", a volume about his long journalistic experience in Afganistan.

"L'Asia dopo il ping pong", Pan, 1971 (1973)"Vietnam senza memoria", Vallecchi, 1985"Kabul Kabul. Cronache della guerra afgana", con Ettore Mo, Vallecchi, 1989"La stanza di Ali Babà", Sperling & Kupfer, 2004"In battaglia, quando l'uva è matura. Quarant'anni di Afghanistan", Laterza, 2012
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