William Langewiesche

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William Langewiesche al Festivaletteratura 2008 - ©Festivaletteratura

William Langewiesche, scrittore e giornalista d'inchiesta, nato negli Stati Uniti nel 1955, laureato in Antropologia alla Stanford University, fino a 36 anni ha lavorato come pilota d'aereo professionista, per poi dedicarsi alla letteratura di reportage. Corrispondente per 15 anni dell' "Atlantic Monthly" e oggi una delle firme più importanti dell'edizione americana di "Vanity Fair", vincitore per ben due volte del National Magazine Award for Excellence in Reporting, è stato l'unico giornalista ammesso nelle zone off limits tra le rovine delle Twin Towers. In Italia ha pubblicato "American Ground" (2003) dove, attraverso l'osservazione diretta, svela storie nascoste dell'evento più filmato, fotografato e raccontato della storia recente; "Il bazar atomico" (2007), un'indagine sulla proliferazione degli ordigni nucleari negli stati del cosiddetto proletariato atomico; "Terrore del mare" (2005), un saggio-reportage che riporta storie di naufragi e tratta il tema dell'anarchia degli oceani contemporanei; "La virata" (2006), una riflessione su che cos'è il volo e perché un pilota deve imparare a difendersi dall'istinto; "Regole d'ingaggio" (2007), una cruda istantanea sulla guerra in Iraq. L'ultima fatica è "Esecuzioni a distanza" (2011), dove racconta la vita dei tiratori scelti dell'esercito americano e dei piloti dei droni che bombardano le montagne afghane. Tra i suoi maestri Langewiesche cita Vidiadhar Surajprasad Naipaul e John McPhee e i suoi reportage, costruiti sul modello reso celebre da Truman Capote in "A sangue Freddo", che riportano ai grandi autori del '900 come Bruce Chatwin e Ryszard Kapuscinsky.

William Langewiesche, a writer and investigative journalist, born in the United States in 1955, with a degree in anthropology from Stanford University, worked as a pilot until he was 36 and then he devoted himself to reportage literature. A correspondent for "Atlantic Monthly" for 15 years, today he is one of the most important reporters of the American edition of "Vanity Fair", two-time winner of the National Magazine Award for Excellence in Reporting, he was the only journalist accredited in the off-limit areas in the ruins of the Twin Towers. In Italy he published "Il bazar atomico" (2007), an inquiry into the proliferation of the nuclear weapons in the States of the so called atomic proletariat, "Regole d'ingaggio" (2007), a raw snapshot on the war of Iraq; "La virata" (2006), a reflection on what flying is and why a pilot must learn to defend himself from instinct; "Terrore del mare" (2005), an essay on shipwrecks and today's anarchy in the oceans and "American Ground" (2003) where, by direct observation, he reveals hidden stories of recent history's most filmed and photographed event. His masters include Surajprasad Naipaul and John McPhee and his reports, built around the model made famous by Truman Capote in "A sangue Freddo", that take us back to 20th-century's authors such as Chatwin and Ryszard Kapuscinsky.

"Lo schianto dell'Egyptair 990. La vera storia dell'aereo «suicidato» dal suo pilota", Arcana, 2002
"American Ground", Adelphi, 2003
"Terrore dal mare", Adelphi, 2005
"La virata", Adelphi, 2006
"Regole di ingaggio", Adelphi, 2007
"Il bazar atomico", Adelphi, 2007
"Esecuzioni a distanza", Adelphi, 2011
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