Elizabeth Strout

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Elisabeth Strout al Festivaletteratura 2014 - © Festivaletteratura

«Non credo ci sia stato un libro in particolare che mi abbia spinto a scrivere. Tutti i libri hanno contribuito e scrivere è ciò che ho sempre desiderato». Nata a Portland, nel Maine, Elizabeth Strout vive a New York. Laureatasi in Letteratura inglese al Bates College e in Giurisprudenza alla Syracuse University, dopo una breve parentesi lavorativa in campo legale ha insegnato presso il Dipartimento di Anglistica del Manhattan Community College di New York. La sua vocazione per la scrittura diventa pubblica per la prima volta nel 1982, con l'uscita di un racconto sul magazine "New Letters". In seguito, sue short stories sono apparse in numerose riviste d'oltreoceano, tra le quali il "New Yorker". Con "Amy e Isabelle", nel 1999 si aggiudica l'Art Seidenbaum Award e viene candidata al PEN/Faulkner Award e all'Orange Prize for Fiction. Le vicissitudini delle due protagoniste, ambientate in una cittadina della provincia statunitense, già ricalcano i temi forti della narrativa della Strout, fatta di realistiche e impietose disamine dei rapporti familiari e comunitari. Nel 2009 è la volta del bestseller "Olive Kitteridge", che le vale il Premio Pulitzer per la narrativa e viene adattato nel 2014 in una celebre miniserie televisiva targata HBO. Seguono le altrettanto valide prove de "I ragazzi Burgess" (2013), accolto entusiasticamente dalla critica e paragonato a classici come "Pastorale americana" di Philip Roth, "Mi chiamo Lucy Barton" (2016), «un romanzo perfetto, nelle cui attente parole vibrano silenzi» ("The New York Times"), e "Tutto è possibile" (in uscita nel 2017), in cui prendono vita alcune delle voci che restavano in sottofondo nel precedente romanzo.(foto: © Festivaletteratura)

«I don't think that I was pushed to write thanks to a particular book. All books have contributed and writing is what I always wanted.» Born in Portland (Maine), Elisabeth Strout lives in New York with her husband and daughter. Graduated in English Literature at Bates College in 1977 and Law at the Syracuse University, after a brief working experience in the legal field she taught at the Department of English Studies at Manhattan Community College in New York. Her vocation for writing becomes public for the first time in 1982 with the publication of a short story in the magazine "New Letters". With her novel "Amy and Isabelle" in 1999 she was awarded the Art Seidenbaum Award and was shortlisted for the PEN/Faulkner Award and for the Orange Prize for fiction. The vicissitudes of the two protagonists, set against the background of a provincial American small town are emblematic of Strout's strong themes, made of realistic and ruthless close examination of family and community relations. In 2009, she published "Olive Kitteridge" with which she was awarded the Pulitzer Prize for fiction and in 2010 the Bancarella Prize. In 2010, she edited "The Best American Short Stories", the main annual anthology of North American literature.(photo: © Festivaletteratura)

"Amy e Isabelle", Fazi, 2000 (2015)"Olive Kitteridge", Fazi, 2010"Resta con me", Fazi, 2010 (2015)"I ragazzi Burgess", Fazi, 2013"Mi chiamo Lucy Barton", Einaudi, 2016"Tutto è possibile", Einaudi, 2017 (in uscita)
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