11/09/2009

PROGETTARE NUOVE CITTÀ A MISURA D'UOMO


2009_09_11_105
Partendo dal progetto di un nuovo insediamento urbano da realizzarsi nell'Italia del sud nei prossimi anni, Cherubino Gambardella e Beniamino Servino, due tra i più interessanti architetti italiani contemporanei, si interrogano su cosa voglia dire pensare e dare forma a nuovi centri urbani in cui misura dell'uomo, rispetto ambientale e rapporto attento tra spazi pubblici e privati possano costruire ipotesi utili per il futuro. Li incontra Luca Molinari.

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Italiano
Tutto parte da una dichiarazione del Presidente del Consiglio: «costruiremo nuove città». Espressa in occasione delle scelte del governo in merito al terremoto dell'Aquila dell'Aprile scorso, quest'idea dà vita all'evento 105 del Festivaletteratura. Cherubino Gambardella e Beniamino Servino, con la conduzione di Luca Molinari, ci parlano di quanto sia diventato scontato considerare le città «a misura d'uomo». Questo cosa significa? Non capita spesso di dover costruire nuove città. Farlo «vuol dire costruire vita e costruire cosmo». La storia dell'edilizia urbanistica «è costellata di clamorosi insuccessi». Per ovviare al problema della trasposizione di un ragionamento freddo e concettuale in un insieme di cose concrete, si dovrebbe quindi «partire dalla pancia», ossia, partire dalla progettazione dello spazio privato per poi assemblare quello pubblico. L'incontro si snoda su esempi di città americane ed europee, sulla storia dell'architettura e sulle implicazioni politiche, organizzative e logistiche della costruzione delle città e della distribuzione dei diversi spazi.

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