LA STORIA SI RIPETE?

Non sappiamo quale fosse, a scuola, la materia preferita di Éric Vuillard, ma guardando alla sua produzione letteraria, forse riusciamo a farci un'idea. Lo scrittore e regista di Lione ha intrapreso nell'ultimo decennio un percorso delineato da indagini storiche in forma di romanzo, nel quale – passando per l'America precolombiana e la conquista del West – racconta vicende passate con un registro tragicomico, comparandovi la situazione attuale della Francia e dell'Europa, tra gilets jaunes e ascesa delle nuove destre. Così accade per esempio in L'ordine del giorno, vincitore del Premio Goncourt 2017, nel quale a fare da sfondo alla narrazione è l'invasione dell'Austria da parte della Germania nazista, o in La guerra dei poveri, recentemente pubblicato in Italia, che affronta il tema della rabbia generata dalle disuguaglianze attraverso la figura del prete rivoluzionario Thomas Müntzer. Lo affianca Siegmund Ginzberg, che proprio sulle analogie che uniscono minacciosamente il presente al passato ha lavorato nel recente Sindrome 1933.
L'autore parlerà in francese. Interpretazione consecutiva in italiano.

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