Kanzà, Lokua

Persona
Lokua Kanza è nato a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaïre), da padre congolese e madre ruandese, nel 1958. Suo padre (uno dei primi congolesi a comandare un battello sul fiume Congo), apparteneva all'etnia Mongo, rinomata per la ricca tradizione di canti polifonici. Ambedue i genitori gli hanno donato la sensibilità per il lirismo, per le linee melodiche dolci e raffinate. Il giovane Lokua comincia a cantare nella corale della chiesa a Kinshasa, studia al Conservatorio chitarra classica e parallelamente si appassiona ai ritmi che fanno vibrare le notti della capitale: la rumba di Franco, l'afro-beat di Fela Kuti, il funk di James Brown. «A 13 anni - dice Lokua Kanza - ho visto un concerto di Miriam Makeba e da allora ho deciso di diventare un cantante». Un amico, il musicista Ray Lema, gli regalerà la sua prima chitarra, con cui comincia a suonare nei bar la rumba congolese. Forte della sua formazione che spazia dalla musica classica a quella tradizionale e popolare, a 19 anni gli è offerta la direzione dell'orchestra del Ballet National de Kinshasa. La sue esibizioni iniziano a diffondersi in Guinea, Zaire e Costa D'Avorio. Nel 1984 si reca a Parigi dove il suo canto incontra quello delle comunità africane, accompagna musicisti come Ray Lema, Papa Wemba, Sixun, Manu Dibango. Nel 1988 incontrerà nuovamente Ray Lema a Parigi con il quale inciderà l'album Bwana Zoulou Gang. Partecipa alla realizzazione del disco "Le voyageur" di Papa Wemba, dove elabora gli arrangiamenti per i cori. Nel 1991 canta assieme a Manu Dibango, «la persona che mi ha offerto la chance di cantare da solo». Nel 1992 Lokua Kanza debutta all'Olympia di Parigi con la cantante beninese Angelique Kidjo e nello stesso anno realizza il suo primo album "Lokua Kanza" (ripubblicato dalla Universal). Dopo il capolavoro "Wapi Yo" (1995), ancora una volta Lokua Kanza ci regala intense emozioni con le canzoni del nuovo disco "Toyebi Tè", suo quarto album, che miscela con gusto sia i richiami alla terra d'origine che le sonorità moderne della world music.
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Bibliografia

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