11/09/2005

Claudio Magris con Ermanno Paccagnini


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«Claudio Magris incarna con la sua scrittura la migliore tradizione umanistica e rappresenta l'immagine plurale della letteratura europea all'inizio del XXI secolo. Un'Europa diversa e senza frontiere, solidale e disposta al dialogo interculturale»: così la motivazione di un premio attribuito allo scrittore triestino, che nel recente "Alla cieca" costruisce una storia di amplissima pluralità geografica e umana, confermandosi come una delle voci più universalmente amate della letteratura italiana. Lo intervista il giornalista e critico letterario Ermanno Paccagnini. 

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Italiano
Non poteva finire meglio questa nona edizione di Festivaletteratura. Claudio Magris è un fiume in piena di citazioni, di rimandi storici, politici e culturali. E anche il suo ultimo libro, "Alla cieca", lega indissolubilmente la narrazione classica alla storia. I suoi personaggi si muovono in una realtà perfettamente riprodotta, frutto di studi e sopralluoghi. Gli stessi protagonisti sono poi simbolo di altro, di un pensiero più vasto e universale. Credere fortemente in un ideale, viaggiare per mare, sfidare avventure e pericoli, affrontare la storia quotidiana in maniera eroica, sono metafore sempre di qualcosa d'altro, tali da arricchire continuamente il romanzo di interconnessioni sotterranee. Magris, tra i maggiori intellettuali del Novecento, dà involontario sfoggio di tutta la sua erudizione continuando a raccontare aneddoti, storie, avventure e dipingendo ogni volta scenari storici incredibili e ricchi di motivi di riflessione. Perché alla fine è sempre l' uomo al centro di tutto, dal più semplice e comune, al personaggio storico più grande. E arrivederci a tutti alla decima edizione di Festivaletteratura nel 2006.

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