10/09/2011 - Supplemento al Vocabolario europeo

PUBBLICA LETTURA DEGLI SCIARÀ

2011_09_10_200
Come ha lavorato la grande redazione popolare del dizionario degli "sciarà"? La campagna di raccolta delle parole dialettali intraducibili avviata attraverso internet da Festivaletteratura e doppiozero dal mese di luglio, ha visto nei giorni del festival confluire a Mantova da tutta Italia testimoni dialettali che hanno accettato di partecipare al gioco degli sciarà. Stefano Bartezzaghi, i direttori di doppiozero Marco Belpoliti e Stefano Chiodi, insieme a Raffaella De Santis ("Le parole disabitate. Il Novecento") provano a fare un primo bilancio dei lavori, dando pubblica lettura dei più curiosi "sciarà".

L'evento 200 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente era prevista la presenza di Stefano Chiodi.
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Camilleri, Gadda, Ginzburg, Meneghello, Pasolini. Il fil rouge che lega questi scrittori è la volontà di conservare la forma dialettale, che acquista una valenza ancora più forte nel momento in cui diventa un 'inframezzo', un singhiozzo regionale, nel continuum italiano della narrazione. Stefano Bartezzaghi e Raffaella De Santis leggono pubblicamente alcune delle centinaia di "Sciarà", parole intraducibili, raccolte nei tre giorni precedenti del Festival.Il dibattito fra i due verte sulla non-staticità e sulla poliedricità della forma dialettale, nonché sull'impossibilità di codificarla, poiché la sua dinamicità non le permette di essere canonizzata. L'ufficializzazione di un dialetto lo annienterebbe.
Centrale durante l'incontro è stata la natura sovversiva, l'anima rivoluzionaria delIa forma dialettale, con necessari riferimenti all'appiattimento della lingua italiana durante il regime fascista e la volontà di assurgere a statuto di lingua ufficiale dialetti da parte della Lega Nord. Il dialetto è atto a 'marcare il territorio', a sentirsi parte di un gruppo, nonostante rimanga seminascosto. «La lingua materna sta dietro la nostra testa» sosteneva Hannah Arendt. Il momento delle domande del pubblico si trasforma in un divertente botta e risposta. Il coordinatore, controvoglia, deve chiudere l'evento. Le mani alzate erano troppe.

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