06/09/2013 - Tracce

SUL POTERE

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Il potere ci accerchia. Istituzioni politiche, autorità morali, concentrazione di mezzi di comunicazione, modelli di consumo. C'è un modo per sradicarlo o per sovvertirlo? Giacomo Marramao ("Contro il potere") ci propone una strada, tra filosofia e letteratura.
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Italiano
Il filosofo Giacomo Marramao, autore del saggio "Contro il potere" in cui analizza il pensiero di Elias Canetti e di Herta Müller sulle trasformazioni del potere, sulla impossibilità di sopprimerlo, ma sulla possibilità di sradicarlo, sovvertendo la stessa logica che lo ha innalzato, ha affrontato il tema del potere in Piazza Sordello.
Oggi il potere ci accerchia, che sia politico o morale, ma di cosa si tratta esattamente? 
Marramao si è concentrato su due visioni differenti. Inizialmente ha sottolineato come sempre di più ci siano forme di potere non riconducibili, e anzi in grado di superare, quelle istituzionali: in primis il denaro, ormai in grado di spostarsi da un punto all'altro del mondo in pochi secondi attraverso semplici operazioni telematiche, potenzialmente incontrollabili anche dai paesi più importanti e potenti. Ha poi rimarcato come per capire, creare ma anche sradicare un potere, sia necessario analizzare e soffermarsi soprattutto sulle relazioni e sui rapporti tra le persone che ne sono alla base, che ne fanno da vere e proprie radici: attraverso il loro studio è possibile comprendere le logiche che muovono i fili del sistema.
Tra filosofia e letteratura, Marramao è arrivato a parlare anche della situazione italiana dove, per usare le sue stesse parole, troppo spesso «chi sa non può, chi può non sa».

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