Moore, Lorrie
«Una storia – ha asserito Lorrie Moore in una lunga intervista sulle colonne di The Paris Review – è una specie di biopsia della vita umana. Una storia è insieme locale, specifica, piccola e profonda». Autentica punta di diamante della narrativa statunitense contemporanea, oggi Moore può essere considerata a tutti gli effetti come una delle maestre più appartate dell'arte del racconto. Dagli anni Ottanta a oggi, grazie alle sue incisive e ironiche prose brevi confluite in raccolte come Self-Help (1985, tradotto in Italia con il titolo Tutto da sola), o a indimenticabili ritratti romanzeschi dell'adolescenza come L'ospedale delle rane (1994), è stata insignita di una pioggia di riconoscimenti, tra i quali l'Irish Times International Prize for Literature, l'O. Henry Award, il PEN/Malamud Award, il Rea Award for the Short Story e altri ancora. Già inclusa nella lista John Updike's Best American Short Stories of the Century e ammessa all'American Academy of Arts and Letters, collabora con le fondazioni Guggenheim e Lannan. Presso la nave di Teseo è da qualche anno in corso di ripubblicazione tutta la sua opera letteraria e saggistica, incluso il volume Tutti i racconti (2026).

