Pennac, Daniel
Nato a Casablanca nel 1944 da una famiglia di militari, dopo un'infanzia vissuta in giro per il mondo tra Africa, Asia ed Europa si laurea in Lettere all'Università di Nizza e inizia a lavorare come insegnante in un liceo della città. A Parigi si dedica stabilmente all'attività di scrittore, senza tuttavia rinunciare all'insegnamento a «ragazzi difficili». Le sue storie si distinguono per la comicità e il surrealismo, anche se risultano ben radicate nelle contraddizioni del nostro tempo. Autore di diversi volumi per bambini, oltre che di pamphlet, saggi e libri a fumetti, ha raggiunto il successo dopo i quarant'anni con la famosa serie di Belleville (dal nome del quartiere parigino in cui risiede): otto romanzi – che hanno trovato la loro conclusione definitiva nel dittico composto da Il caso Malaussène (2017) e dall'ultimo travolgente capitolo Capolinea Malaussène (2023) – incentrati su Benjamin Malaussène (professione: capro espiatorio) e relativa famiglia. A questa celebre saga si ricollega anche il recente volume ibrido tra narrativa e autobiografia Il mio assassino (2024). Per la prosa vivace e l'indimenticabile galleria di personaggi, le opere del ciclo diventano bestseller mondiali. Negli anni Novanta, insieme alla saga per ragazzi con protagonista il giovane Kamo, Pennac ha dato voce al lettore e ai suoi irrinunciabili diritti in Come un romanzo (1992). Tra le sue prove spiccano anche Diario di scuola (2008); Storia di un corpo (2012); Ernest e Celestine (2013); i volumi Mio fratello (2018), La legge del sognatore (2020) e Le parole fanno il solletico ( con Stefano Bartezzaghi, Salani, 2025). Nel 2005 il governo francese gli ha conferito la Legione d'onore per le arti e la letteratura; nel 2013 è stato insignito di una Laurea ad Honorem in Pedagogia dall'Università di Bologna.
(foto: © Festivaletteratura)

