Palazzo Te, Camera dei Giganti

Viale Te, 13, Mantova

Il Palazzo Te è un complesso monumentale situato a sud della Porta Pusterla, dove un tempo sorgeva l'isola Teieto (poi abbreviato in Te). Fu commissionato da Federico II a Giulio Romano, che lo realizzò tra il 1525 e il 1535. Palazzo Te era nato soprattutto come luogo per lo svago del duca, dove potesse dedicarsi alla passione per i cavalli e alla relazione con Isabella Boschetti. Il complesso è un manifesto del manierismo. Si ispira all'anatomia orizzontale delle ville suburbane romane, progettato su pianta quadrata con un ampio cortile interno. Originariamente immersa nel verde, l'architettura del palazzo dialogava con l'ambiente circostante. La camera dei Giganti è sicuramente l'ambiente più famoso del palazzo per la sua spettacolarità. Giulio Romano vi ha rappresentato la rovina dei Giganti, puniti dalla furia di Giove per aver cercato di spodestarlo (episodio della Caduta dei Giganti, tratto dalle "Metamorfosi" di Ovidio). Grazie a ingegnosi stratagemmi architettonico-pittorici Giulio Romano riesce a creare un insieme spaziale senza soluzione di continuità. Lo sperimentalismo pittorico dell'allievo di Raffaello realizza in questa stanza il culmine del suo illusionismo prospettico. Lo spettatore che entra nella sala si trova immediatamente catapultato nel mezzo della vicenda mitica: dalla volta si affaccia l'Olimpo scatenato, sullo sfondo di un cielo prospettico che culmina in un tempio circolare. Pur svolgendosi l'apparato decorativo in assoluta continuità e unità, ciascuna parete mostra una propria ambientazione e un proprio soggetto (Caduta dei Giganti, Polifemo seppellito sotto l'Etna, Giganti colpiti dai fulmini, Giganti seppelliti sotto Pelio e Ossa). L'orrore e la violenza della vendetta di Giove per la presunzione dei figli di Gea crolla sul visitatore, assieme alle architetture che rovinano fino al suolo: pietre e ciottoli raggiungono il pavimento e in origine anche sassi veri lo ricoprivano, in continuità con quelli dipinti. A rendere ancora più realistica la scena e a coinvolgere e spaventare lo spettatore, oltre all'illuminazione del camino (il cui fumo sprigionato proseguiva fino alle fiamme dipinte che escono dalla bocca del gigante Tifeo), un'acustica studiata per riecheggiare voci e rumori. Si può interpretare questa rappresentazione mitica come un ammonimento contro la suberbia e come una celebrazione della potenza di Carlo V (che pochi anni prima, peraltro, sbaragliò la Lega di Cognac).
English version not available
Sito di Palazzo Te:
http://www.palazzote.it

Luoghi correlati