08/09/2005

DALLA PARTE DELLE BAMBINAIE


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Ha senso oggi distinguere la letteratura per l'infanzia dalla letteratura tout court? Se pensiamo alla forza espressiva dei grandi classici 'per bambini' ci rendiamo conto che queste barriere d'età saltano facilmente. Ad esempio, si può scrivere un romanzo sulle avventure di una bambina e, nello stesso tempo confrontarsi con i temi dell'illuminismo. Bianca Pitzorno, autrice di "La bambinaia francese", ne parla con Liliana Rampello, docente di Estetica all'Università di Bologna, e la filosofa Annarosa Buttarelli.

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I posti sono rapidamente finiti questo pomeriggio nel chiostro del Museo Diocesano dove si è tenuto l'incontro con la scrittrice Bianca Pitzorno e Liliana Rampello, docente di Estetica all'Università di Bologna, intervistate dalla filosofa Annarosa Buttarelli. Bianca Pitzorno ha aperto l'incontro con la lettura di un brano tratto da Jane Eyre di Charlotte Bronte, al quale si è ispirata per La bambinaia francese, suo ultimo libro nonché suo primo romanzo. L'incontro è proseguito con le domande di Annarosa Buttarelli, alle quali si alternavano gli interventi della Pitzorno e di Liliana Rampello, che hanno parlato della classificazione letteraria: di quanto influenzi il lettore nella scelta dei libri e di quanto spesso sia superflua. Molti sono i libri per adulti siano anche ai ragazzi, e viceversa. Hanno seguito la presentazione de "La bambinaia francese" con un approfondimento sui valori che emergono nel libro, e un 'appello' di Liliana Rampello a reagire a chi stravolge e abbruttisce la lingua, come, ad esempio, capita nei messaggi lanciati dai media, per salvare la lingua e quindi il senso di ciò che scriviamo. A concludere l'incontro non sono mancate le domande del pubblico a Bianca Pitzorno, che purtroppo, però, sono state interrotte per limiti di tempo.

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