08/09/2005

RIPARTIRE DA ITACA


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Prosegue il viaggio attraverso alcune significative voci della poesia greca contemporanea. Michalis Pierìs, cipriota, docente universitario e filologo, dichiara che «la poesia è l'arte della memoria», e che «la testa di uno scrittore è colma di testi scritti e orali» che affiorano continuamente nei suoi versi. Proprio attraverso il confronto che questa cifra stilistica, fatta di memoria, stratificazione culturale e sapiente conoscenza dei segreti della versificazione, suggerisce si snoda il dialogo con Nasos Vaghenàs, poeta e docente universitario ad Atene. Introduce il poeta e narratore Mario Specchio.


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Italiano

Diceva Kostas Mondis che pochissimi leggono i poeti greci, pochissimi conoscono la loro lingua, nessuno li apprezza o li applaude; in compenso, però, scrivono in greco: orgogliosa rivendicazione di un'identità conflittuale, forse un poco smarrita, ma mai dimenticata e sempre profondamente amata. Riverbero di luce che riecheggia anche dai versi di Seferis, Elitis, Anaghnostakis e Kavafis, vivi, nel secondo appuntamento con la lirica greca contemporanea, nelle voci nostalgiche di Nasos Vaghenàs, Michalis Pierìs e Mario Specchio, con un prezioso contributo da parte di Elia Malagò. Ripartiti da Itaca, scortati da Ulisse proseguiamo dunque il nostro viaggio per le strade della poesia ellenica, spaziando nel tempo e nello spazio per imbatterci ancora una volta in Dante, in Nerone, in Tennyson e nel "Thomas Mann" che muore a Venezia abbandonando l'ultimo sguardo a un orizzonte lontano, linea d'azzurro sospesa tra oblio e memoria, tra la luce e l'abisso, metafora dell'esistenza e dell'arte. Eco di un dolce, amaro lamento che porta a viaggiare ancora solcando i mari della propria anima. Per tornare, infine, incapaci di superare la propria ombra, a Itaca.

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