09/09/2005

LE RELAZIONI PERICOLOSE


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Ci sono dei filosofi del nostro secolo che paiono rimanere estranei alle suggestioni dell'arte contemporanea. Massimo Carboni, docente di Estetica all'Accademia di Belle Arti di Firenze ed autore di "Non vedi niente lì?", indaga su questioni e interrogativi comuni ad arte e filosofia: contatti, scambi e contaminazioni che coinvolgono anche la musica e la letteratura. Carboni ne discute con Carlo Sini, docente di Filosofia Teoretica all'Università di Milano ("Il comico e la vita") e con il critico musicale Giorgio Rimondi.


L'evento 100 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso il Chiostro di San Francesco.

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Nella sede più accademica del Festival, si confrontano oggi pomeriggio i filosofi Massimo Carboni e Carlo Sini ed il critico musicale Giorgio Rimondi. Carboni, che si è occupato attivamente di estetica, presenta il suo recentissimo "Non vedi niente lì", e apre la discussione accennando una possibile teoria del restauro. Lo descrive come un'ermeneutica operativa, ignorata dall''ufficiale' ermeneutica gadameriana. Sini ribatte sullo stesso tema, approfittandone per lanciare eleganti provocazioni. Si definisce artista fallito eppure, ai suoi occhi, la stessa categoria di arte non ha molta ragion d'essere, al di là della comodità speculativa. Per questo gli artisti devono ribellarsi alla sacralità del concetto e i filosofi possono soltanto educarci al comportamento estetico, che è sforzo quotidiano. La verità non è che decadere nella polvere e nella polvere rinascere: per questo la necessità del restauro è ovunque ineluttabile. Il restauro, come ricostruzione continua di ciò che resta, è perciò l'unica credibile arte del contemporaneo.

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