11/09/2005

IL BENE COMUNE


2005_09_11_193

Il bene comune è ormai scomparso dal nostro vocabolario politico, sia perché, come idea, risulta quasi sconveniente parlarne in un'epoca segnata da un forte individualismo, sia perché, inteso come bene condiviso viene ormai considerato anti-economico. Nelle loro più recenti riflessioni, Franco Cassano ("Homo civicus") e Paul Ginsborg ("Il tempo di cambiare") pongono invece la cura dei beni comuni come questione centrale per una nuova cittadinanza attiva e per una democrazia partecipata. Li introduce il giornalista Curzio Maltese. 


L'evento 193 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto al Palazzo di San Sebastiano.

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Italiano

Franco Cassano, Curzio Maltese e lo storico inglese Paul Ginsborg hanno condotto un partecipato dibattito sul concetto di bene comune. Come tutelare i beni che sono diritto di tutti i cittadini, come l'ambiente, l'informazione, l'istruzione, in un'epoca in cui l'interesse privato delle oligarchie dominanti viene fatto coincidere con l'interesse pubblico e la privatizzazione selvaggia viene mascherata da liberismo? Come opporre alla logica del corporativismo una nozione di public domain fondata sulla condivisione, la trasparenza e il servizio? Le risposte sono nell'ultimo lavoro di Paul Ginsborg, "Il tempo di cambiare", in cui l'autore promuove una politica della vita quotidiana e mostra come la strada verso una democrazia partecipativa e rappresentativa passi attraverso il locale, l'impegno della società civile, l'associazionismo, e la creazione un nuovo ceto di cittadini preparati, educati e temprati dalla lotta. Una cittadinanza attiva, in altri termini, che contrasti il monopolio non con la violenza ma con l'immaginazione e la pacatezza.

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