10.09.2010

CRISI DELLA DEMOCRAZIA, LAICITÀ E FEDE

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Nella società contemporanea, la tradizionale distinzione tra laici e credenti non aiuta ad aprire un confronto fertile per superare la crisi che attraversa le democrazie. Secondo Gustavo Zagrebelsky «oggi sarebbe più opportuna la distinzione tra laici e non laici, due categorie che non coincidono necessariamente con quelle di credenti e non credenti. I laici sono coloro che antepongono alle verità dogmatiche la propria coscienza». Il compito del laico è quello di affermare uno spazio politico di libera partecipazione per tutti, credenti e non credenti, in cui possano esserci discussione e rispetto reciproci. Sui confini di questo spazio, e sulle relazioni - storicamente spesso conflittuali - con quello della fede, l'autore di "Scambiarsi la veste" discute con il direttore del "Corriere della Sera" Ferruccio de Bortoli.


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Italiano

Il direttore del "Corriere della Sera" Ferruccio de Bortoli e l'ex Presidente della "Corte Costituzionale" e autore del libro "Scambiarsi la veste" Gustavo Zagrebelsky, discutono sui temi della Costituzione e della laicità.
Zagrebelsky sostiene l'importanza di non cambiare la Costituzione in una democrazia parlamentare come la nostra, in cui l'elezione della classe dirigente dal basso, permette di garantire i diritti espressi nella prima parte di essa.
In seguito si discute di laicità, concetto che non si oppone alla religione, anzi difende i valori della libertà di coscienza e del confronto civile.
Infine, il celebre giurista critica apertamente la religione quando si propone come cemento etico della società, pretendendo di essere l'unica a proporre valori positivi.

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