Némus, Gesuino

Persona

«Ho lavorato tutta la vita per il piacere di poter parlare, di potermi istruire. Il mio babbo diceva: nella vita la miseria è brutta, ma un povero ignorante ha qualche cosa di tragico». Gesuino Némus, all'anagrafe Matteo Locci, è uno dei grandi esordienti della giallistica italiana degli ultimo decennio. Cresciuto in uno dei villaggi più poveri della Sardegna, diventa un assiduo lettore e trasforma le avversità della vita in opportunità per arricchire il proprio bagaglio di esperienze. A di sedici anni approda a Milano («una Londra dove tutto era possibile e dove succedeva tutto») per trovare lavoro. In cinquant'anni svolge decine di mestieri: contadino, editor, facchino e, in tempi più recenti, scrittore. Si impone sulla scena a partire da La teologia del cinghiale, un'opera fra il romanzo di formazione e il giallo regionale sovrabbondante di temi, ambienti, personaggi e registri linguistici che gli vale a pochi mesi dall'uscita alcuni fra i maggiori premi letterari nazionali. Il suo talento fuori dagli schemi e la sua prosa «ricca di affabulazione» colpiscono positivamente la critica e i lettori. In seguito pubblica I bambini sardi non piangono mai, considerato il miglior poliziesco italiano del 2016 e vincitore del Premio Franco Fedeli, Ora Pro Loco (2017) e Il catechismo della pecora (2019), tre gialli che riprendono l'ambientazione e i personaggi di La teologia del cinghiale.

(foto: © Giliola Chistè)

Bibliografia

La teologia del cinghiale, Elliot, 2015 (2017)

I bambini sardi non piangono mai, Elliot, 2016 (2018)

Ora pro loco, Elliot, 2017 (2018)

Il catechismo della pecora, Elliot, 2019