Keita, Mohamed

Persona

«La fotografia – ha affermato Mohamed Keita – mi permette di esprimermi e di comunicare quello che sento. Mi piace soprattutto fotografare la vita quotidiana e il modo in cui si cambia ogni giorno». Ivoriano, classe 1993, dopo la morte dei genitori decide di fuggire dalla guerra civile che attanaglia il suo paese. Attraversa la Guinea, il Mali, l'Algeria, il deserto del Sahara e finisce in Libia da dove parte col barcone, passando per Malta e infine, nel 2010, approda in Italia. Si avvicina alla fotografia a Roma, grazie a una macchina usa e getta regalatagli e a un corso di fotografia presso un centro diurno di Save the Children. Lavora e studia e riesce a fare della passione il suo mestiere. Spesso immortala chi come lui è arrivato in Italia in cerca di una vita migliore. Il suo primo progetto dedicato agli emigranti senza tetto che lo ha reso noto parte proprio dalla stazione di Termini, in cui ha dimorato egli stesso. Negli anni seguono ricerche che lo portano in giro per l'Africa e per l'Europa. Vive e lavora a Roma, insegna nello stesso centro civico dove ha ricevuto la sua prima macchina usa e getta e ha aperto un laboratorio fotografico per ragazzi di strada in Mali. Le sue opere sono state esposte in Italia, negli Stati Uniti e in altri paesi.

Bibliografia

Nel pensiero, nello sguardo. Quaderni di residenza: fotografie di Mohamed Keita, Prinp Editoria d'Arte 2.0, 2019