06/09/2002

Peter Singer


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Filosofo tra i più scomodi (la sua nomina alla cattedra di Filosofia Morale a Princeton ha scatenato numerose manifestazioni di protesta) Peter Singer in "La vita come si dovrebbe" ha incrinato le certezze dell'uomo occidentale su problemi quali l'aborto, i diritti degli animali, il rispetto dell'ambiente, l'etica politica e la responsabilità dei paesi ricchi verso il Terzo Mondo: la sua idea laica e lucida della qualità della vita si manifesta in posizioni che vanno dalla condanna della vivisezione alla difesa dell'eutanasia, ponendo il fondamento dell'etica non sulla sacralità ma sulla qualità della vita. Dialoga con lui il giornalista Benedetto Vecchi.


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Grazie alle domande introduttive del giornalista Benedetto Vecchi e a quelle numerosissime, e talvolta polemiche, del pubblico, Peter Singer ha potuto affrontare molte delle tematiche su cui è noto avere idee controcorrente. Il filosofo ha ribadito che la qualità della vita è più importante della sua sacralità, e che le scelte morali dell'individuo dovrebbero prevalere su quelle della società, e così in materia di eutanasia o di aborto dovrebbero essere i malati o i genitori a poter decidere con l'ausilio dei medici. Anche il suo essere vegetariano e contrario alla vivisezione non è dovuto al fatto che gli animali siano esseri viventi, ma alle sofferenze che provano negli allevamenti intensivi o nei laboratori. Affrontando temi diversi Singer ha espresso la sua idea per cui la sinistra, nella sua visione della società, dovrebbe accettare il darwinismo, nel quale si trovano i principi del valore della cooperazione in un contesto di concorrenza.

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