08/09/2002

PERCHÉ LO STUDIO DEGLI ANTICHI GIOVA ALL'INTELLIGENZA DEI MODERNI


2002_09_08_160

Per quattro giorni al Festival abbiamo ascoltato letture di classici greci e latini su temi ancora tanto attuali.  Abbandonando la riflessione sulla presunta identità tra gli antichi e noi, Canfora ritiene più opportuno e produttivo sforzarsi di capire le differenze.  La distanza ci consente, infatti, di conoscere e comprendere il senso che il passato e la sua eredità hanno per noi.
 L'evento 160 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso il Palazzo della Ragione.

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A conclusione di una serie di eventi dedicati alla lettura di classici greci e latini, si è svolto questa mattina nel Chiostro di Museo Diocesano un incontro con il Professore Luciano Canfora. Proponendo al pubblico una riflessione sul tradizionale, ma sempre attuale rapporto tra antichi e moderni, lo studioso si è mosso su binari storico-politici, soffermandosi sul valore dell'uguaglianza, come irresistibile istanza che l'uomo realizza nella democrazia. Costruire una società democratica, organizzarne le strutture come ad esempio l'istruzione scolastica significa, secondo gli insegnamenti della Storia spiegati da Canfora attraverso numerosi esempi, assumere i modelli culturali della classicità per evitare il pericolo che la democrazia degeneri nella banalizzazione e nel livellamento.

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