04/09/2003

Paolo Rossi con Gino e Michele

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Paolo Rossi ci ha abituato ad esilaranti attacchi alla vita e al costume politico del nostro paese. Nel suo ultimo lavoro, "Il signor Rossi e la costituzione", ha preso di petto la legge fondamentale della Repubblica, portando il pubblico e i lettori a ripensare ai valori fondamentali della nostra carta costituzionale rispetto ai comportamenti della società odierna. Rossi torna al Festival per parlare della sua attività di autore-attore dialogando con Gino e Michele. 



L'evento 050 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente era prevista anche la presenza di Gino e il suo svolgimento era previsto presso il Cortile della Cavallerizza.

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Paolo Rossi chiacchiera con Gino e Michele e il pubblico accorre numerosissimo. Pretesto dell'incontro, il libro edito da Kowalski "Il Signor Rossi e la Costituzione", vale a dire la trascrizione dello spettacolo che lo stesso Rossi porta nei teatri da qualche tempo e che ha per «canovaccio» di lusso la nostra Costituzione Italiana (i cui articoli sono riprodotti integralmente alla fine della pubblicazione, «perché è una grande eredità che è giusto conoscere, seguire e diffondere»). Manca Gino, causa sovrapposizione d'impegni, è quindi il solo Michele ad introdurre; Rossi legge poi qualche riga dalle prime pagine e lascia microfono aperto al pubblico. La gente non se lo fa dire due volte, anzi assurge quasi a ruolo di protagonista, incalzando con tono scaltro. Gli argomenti principali toccano la comicità televisiva e quella estromessa dalla televisione, la satira politica di destra e sinistra, gli aspetti «artigianali» del mestiere. Le risposte, divertite e divertenti, non perdono spessore neanche quando espongono seriamente le proprie strambe posizioni: il comico portava dei pantaloni rossi come il suo cognome, se fosse colore casuale o significativo, lo lasciamo alla deduzione.

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