10/09/2004

L'OCCIDENTE A RISCHIO GLOBALIZZAZIONE


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Per Serge Latouche, esperto di storia del pensiero economico, globalizzazione è oggi sinonimo di 'economizzazione del mondo', ovvero di «trasformazione di tutti gli aspetti della vita in questioni economiche, se non in merci». Dimostratasi illusoria - per l'autore di "Giustizia senza limiti" - la prospettiva di una crescita di diritti come conseguenza automatica dell'espandersi del mercato, diventa indispensabile e urgente cancellare l'attitudine utilitaristica, a favore di un modo della vita sociale in cui l'economia sia ridotta al suo grado zero: quello della riproduzione della vita. Su questi temi Latouche discute con l'antropologo Marco Aime, autore di "Eccessi di cultura".


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Italiano

Serge Latouche e Marco Aime iniziano il loro dialogo con il pubblico da una certezza: l'aumento costante della disuguaglianza tra nord e sud del pianeta, si può considerare come la principale causa dei mali che affliggono il nostro mondo. Dopo il crollo del muro di Berlino si pensava che avremmo vissuto tutti meglio e soprattutto in pace. La 'mega macchina' economico-tecnologica invece ha cominciato a lavorare per annullare le culture, ed imporne una propria. Anche chi si è schierato contro questa globalizzazione l'ha in qualche modo favorita continuando a parlare di multiculturalità, favorendo in questo modo la radicalizzazione della diversità. La parola giusta da usare e da applicare al problema è 'pluriuniversalità', che significa conoscere ed accettare il diverso. Perché davvero se tutte le culture avessero lo stesso spazio ci sarebbe convivenza pacifica.

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