10/09/2004

L'AGGRESSIVITÀ DELLE DEMOCRAZIE


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Massimo Fini è intervenuto più volte provocatoriamente contro l'arroganza delle democrazie occidentali e la loro presunzione di ridurre a sé l'intero esistente. La matrice di questo impulso totalitario - secondo l'autore di "Il vizio oscuro dell'Occidente e sudditi" - è la convinzione, sincera ma nefasta, di vivere nel «migliore dei mondi possibili», e quindi di «credersi il Bene» senza rendersi conto «di operare eternamente il Male». Dialoga con lui...


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Italiano

Massimo Fini sa essere provocatoriamente sopra le righe e al Festival lo ha dimostrato: nell'evento-fiume in cui è stato accompagnato da Marina Valensise, lo scrittore ha puntato il dito contro alcuni aspetti dell'occidente, che vive un costante senso di superiorità. La critica di Fini, lucida e radicale, ha dapprima investito la dicotomia classica liberalismo-marxismo, portandolo a definire le due categorie «facce della stessa medaglia»; in seguito, parlando di economia, l'autore ha spiegato di aver preso atto di una tendenza diffusa in cui, proprio l'economia, sembra aver raggiunto un'importanza maggiore della vita stessa degli uomini,non più l'economia al servizio degli uomini, ma gli uomini al servizio dell'economia. Dopo avere colpito il pubblico con le sue critiche al modello di democrazia occidentale, Fini ha condotto il pubblico alla conclusione che il mondo moderno è come una locomotiva che sta viaggiando ad altissima velocità senza una meta. Forte è stata la partecipazione del pubblico che ha accettato e rilanciato le provocazioni intellettuali dello scrittore.

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