12/09/2004

HO FATTO UN SOGNO ILLEGALE


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Azar Nafisi ha insegnato per quasi vent'anni nell'Università di Teheran, dalla quale è stata espulsa per essersi rifiutata di indossare il velo. Aveva creato con le sue studentesse un gruppo clandestino di lettura (di cui racconta nel suo recente "Leggere Lolita a Teheran"), che, oltre ad essere un atto d'amore per la letteratura, si rivela anche una splendida beffa per chiunque cerchi di proibirla. Oggi insegna Letteratura Inglese negli Stati Uniti. Dialoga con lei Monica Farnetti della Società Italiana Letterate.


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Nell'incontro con Monica Farnetti, Azar Nafisi parla dell'importanza dei libri, della scrittura e della lettura: «Lettori di tutto il mondo unitevi! I lettori sono nati liberi e liberi debbono rimanere. Celebriamo sempre gli scrittori e la loro scrittura, ma che ne è dei milioni di lettori del mondo e dei loro diritti? I libri sono come fiori recisi, se non si da loro dell'acqua, non rimangono vivi. La storia di Sheherazade, per esempio, che rapporto può avere con la realtà? Nel suo caso si trattava di permettere al re di guardare il mondo con altri occhi, evocando la curiosità. Poesia e letteratura devono celebrare la vita. Ho lasciato l'Iran portandomi dietro solo libri di poesia e l'inglese mi ha dato la capacità di vedere dentro di me in un'altra lingua. Leggere e scrivere è come stare a casa. Non so se tornerò in Iran, anche se non l'ho mai dimenticato. Ovunque io possa insegnare e scrivere, lì è la mia casa».

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