12/09/2004

Doris Lessing


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Doris Lessing è una delle voci più eminenti della letteratura contemporanea. Figure di donne forti e socialmente impegnate sono al centro di tutta la sua produzione narrativa, che ripercorre le contraddizioni e le pulsioni della storia degli ultimi anni ("Marta Quest", "Le prigioni che abbiamo dentro", "Il sogno più dolce"), affrontando con pari attenzione temi privati come le relazioni fra diverse generazioni di donne ("Se gioventù sapesse" e l'ultimo "Le nonne"), o intimi come i risvolti psicologici di una sessualità risvegliata dopo i sessant'anni ("Amare, Ancora"). La intervista la giornalista e traduttrice Maria Antonietta Saracino.


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Doris Lessing è una donna prima che una scrittrice. Una donna che è riuscita a farsi interprete del nostro tempo lasciandosi attraversare dalla vita e riuscendo a restituirla ai suoi lettori. Il suo interesse spazia dalle storie dei singoli fino ad indagare le sorti dei paesi in guerra, Del resto lei l'ha vissuta, passando per il secondo conflitto mondiale alle lotte in Africa e in Asia. Una memoria pregna che va trasmessa, salvaguardata. Non ritiene che gli scrittori abbiano ancora il ruolo di coscienza di una nazione, ma è certa che valga la pena scrivere ancora per quella minoranza che vuole sapere, che sa di essere l'erede di un importante tesoro. Il risveglio delle coscienze è fondamentale, soprattutto nella situazione odierna in cui la manipolazione e la tendenza a far credere che la guerra oggi sia una realtà inevitabile costituisce una minaccia. Ed infine il momento delle 'confessioni' suscitate dalle domande del pubblico, che ci hanno permesso di sentir dire da questa grande autrice che forse, in una vita 'alternativa', le sarebbe piaciuto essere un agricoltore o una esploratrice!

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