07/09/2005

RIPARTIRE DA ITACA


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Questa serie di incontri ci avvicina ad alcune voci di poeti greci contemporanei, voci in costante ricerca di equilibrio tra un sentimento di nostalgia della classicità e le suggestioni di una lingua più secca e povera. La poesia di Nasos Vaghenàs, docente all'Università di Atene, muove dal dialogo incessante con autori greci e stranieri del passato per approdare, attraversando i territori della sperimentazione, ad una più precisa compostezza formale. Lo incontra Mario Specchio, autore di "Nostalgia di Ulisse". Conduce Ennio Cavalli, giornalista e poeta.


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Italiano

Come da programma, la poesia di Festivaletteratura 2005 riparte da Itaca, per poi tuttavia compiere un viaggio che ci porta ancor più lontano, trasportati sull'azzurro dell'Egeo fino all'Inferno dantesco e a un altro mondo, radicalizzazione, specchio della realtà in cui viviamo. Il tutto reso possibile da Vaghenàs e Mario Specchio, che con Ennio Cavalli dialogano, davanti a un pubblico gremito e visibilmente emozionato, di metafore, vagabondaggi, amore morte e dolore, temi da millenni radicati nella storia dell'uomo. La lingua universale della poesia vibra nei suoni mediterranei di Vaghenàs e nei timbri profondi di "Specchio"; e mentre dalla memoria come una luce emerge la figura di Kavafis, dal pubblico spunta Michalis Pierìs, protagonista di uno dei prossimi eventi 'lirici', che interviene relativamente alle diverse voci della poesia greca contemporanea, sfumature di un'unica fiamma, di un'unica antica nostalgia, viva e pulsante da Ulisse ai campi da Auschwitz. Nonostante tutto, «per indicare che uno può sempre partire».

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