09/09/2005

Paolo Ruffilli


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Paolo Ruffilli è autore di numerose raccolte di versi (tra cui "Camera oscura"), saggi e romanzi ("Preparativi per la partenza"). La sua produzione poetica si sviluppa in un campo espressivo di grande ampiezza, all'interno del quale l'indagine e lo scandaglio della memoria si fanno poesia. Introduce e dialoga con lui Elia Malagò.


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Italiano

Sul sottofondo discreto del picchiettìo della pioggia sull'erba, l'incontro con Paolo Ruffilli e Elia Malagò prende il via da Eugenio Montale, che nel 1977 riconobbe nella poesia del forlivese una sorta di galleggiamento di piccole scaglie, le quali, pur nella loro rarefatta consistenza, rendono la realtà con colori netti, senza nostalgia o rimpianti. Una poesia, quella di Ruffilli, che riprendendo la lezione dei grandi, primo fra tutti Leopardi, passa attraverso una contaminazione interna che viene a configurarsi come cifra della sua originalità, al pari del suo carattere progettuale e della sua musicalità. Nel cortile della Beata Osanna, le parole dei due poeti sembrano prendersi per mano, intrecciarsi e procedere insieme con estrema naturalezza, fino a condurci a quel vuoto concreto che sta dietro l'abbagliante realtà, retroscena di luce schermata che cela il più profondo noi stessi. Questo è il luogo dove si sposano istinto e ragione, dove tutto è il contrario di tutto e nasce l'esigenza profonda, esistenziale, della scrittura. Il luogo dove, oltrepassata la morte, il lutto si trasforma in gioia, per continuare ad apprezzare la bellezza della vita.

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