09/09/2005

Benedetta Craveri con Annarosa Buttarelli


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Per secoli si è affermato che affidare a una donna una qualsivoglia responsabilità di governo fosse «cosa ripugnante alla natura...». Eppure, questo potere a loro ostinatamente sottratto le donne se lo sono conquistato, vanificando, di fatto, le leggi che glielo negavano. E, accanto alle regine, altre donne hanno avuto sugli equilibri politici francesi una formidabile, per quanto discreta, influenza: le potentissime amanti reali, abili a creare alleanze, a corrompere, a distribuire favori. Benedetta Craveri, autrice di "Amanti e regine. Il potere delle donne", ne parla con Annarosa Buttarelli dell'Università di Verona.


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Nel presentare l'incontro, sul ruolo delle donne nella Francia dell'Antico Regime, con Benedetta Craveri, docente di Lingua e Letteratura francese, Annarosa Buttarelli ha sottolineato lo sguardo peculiare della studiosa, capace di conciliare rigore storico e leggerezza. Caratteristica questa che è stata anche il principale elemento di fascino dell'intervento in cui è stata presentata una galleria di ritratti di donne celebri, ispiratrici di romanzi e film, che dal Cinquecento all'Ottocento hanno avuto una grande influenza politica. Ma è stato un reale potere politico? Secondo Benedetta Craveri, si è trattato soprattutto di una forma aleatoria, un'autorità sempre sottoposta al valore degli uomini e capace di affermarsi solo in presenza di una debolezza maschile. Nella cultura misogina di quest'epoca, che esclude per legge le donne dalla successione dinastica, l'unica possibilità di affermazione è rappresentata più dall'intelligenza e dall'astuzia che da una reale e riconosciuta autorità.

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