09/09/2005

Massimiliano Fuksas con Luca Molinari


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«L'architettura è quella cosa che deve creare emozioni. Costruire edifici è facilissimo, ce ne sono talmente tanti, chiunque si può costruire un edificio da solo, ma noi progettisti siamo chiamati, siamo obbligati a dare delle emozioni». Massimiliano Fuksas è architetto conosciuto per la libertà artistica e pittorica con cui comincia un progetto: la sua pratica professionale è incentrata soprattutto sulla realizzazione di opere pubbliche e grandi complessi urbani. Della sua attività parla con l'architetto Luca Molinari.


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Il cortile di San Sebastiano si sta lentamente allagando a causa di un violento temporale, ma Luca Molinari definisce la serata adatta alla dirompente personalità di Massimiliano Fuksas. Partendo dall'analisi delle sue opere recenti, quali le Bolle di Nardini nella zona Friulana delle grappe o il recupero della Zona Fiera di Milano, effettuato con successo in poco meno di trenta mesi, il racconto di Fuksas inizia dalle sue esperienze universitarie e all'estero che lo portarono ad incontri di vita con personaggi del calibro di Jorn Utzon, l'autore dell'Opera House di Sidney. L'incontro, come la pioggia, prosegue scrosciante nella descrizione in prima persona dei progetti passati, di quelli futuri e delle idee che spaziano dalla politica alla didattica. Ogni aspetto della vita moderna e passata è aggredito dall'estroso architetto di origini lituane, che, definendosi intellettuale, vede una missione nello svolgimento della sua opera e nello sviluppo delle proprie idee, verso i materiali le geometrie e la società.

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