10/09/2005

I DEAMBULANTI
. Corteo per un libro


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Una processione condotta caronticamente da Alessandro Bergonzoni per arrivare al centro della genesi artistica delle sue opere. Sarà, come dice l'autore: «...L'inedito e l'inaudito in movimento o meglio un vero e proprio Movi-mente, quasi un manifesto del pensiero astratto attraverso la scrittura, questa volta realizzato letteralmente portandomi dietro una scia di gente. Una diversa andatura dell'onirico reiterato nella deflagrazione delle più estreme possibilità scompaginate...».


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Italiano

Prima di partire, un bambino indossa un elmetto bianco. Forse ha già capito come andrà a finire. Piazza Canossa è ricolma di teste: a guardarla dall'alto, sembrano tante pietre in porfido, così vicine da poterci camminare sopra. Alessandro Bergonzoni ed il suo spirito-guida accompagnano noi e se stessi, come novelli Caronte, da un posto a un altro. Dante e Virgilio al contrario. È un itinerario mentale e sociale, una vera e propria transumanza. Una marcia che non è una marcia funebre: quasi un funerale da vivi. In Via Fernelli le macchine si fermano, fanno sentire le loro stridule voci. All'altezza di Piazza Verdi, perdo di vista il viso di Alessandro. Mi aggrappo alla sua voce, e risalgo il filone di gente fino in Piazza Sordello. Possiamo fermarci in Piazza Virgiliana, seduti per così dire, ognuno al proprio posto secondo i fili d'erba numerati. Là, Bergonzoni disseppellisce il suo prossimo libro, che ha un nome impronunciabile, e invece io ve lo recito lo stesso. «Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa». L'autore è sconosciuto, Bergonzoni assicura di non averlo mai scritto.

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