10/09/2005

Sandra Cisneros con Alessandro Portelli


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Sandra Cisneros è nata a Chicago da una famiglia chicana. La sua passione per la letteratura nasce dai pomeriggi trascorsi in biblioteca con la madre e dalle fotonovelas che il padre le lasciava da colorare. Ora è considerata la più importante scrittrice chicana. Il suo primo romanzo, "Caramelo", è un'esplorazione del confine tra Stati Uniti e Messico, in cui il mito rinnova la sua forza proprio nell'intimo legame con gli scontri sociali e culturali. La incontra l'americanista Alessandro Portelli.


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«Se fossi cresciuta a Città del Messico non sarei qui a parlare dei miei libri perché, figlia delle media borghesia, avrei studiato all'Università per laurearmi in matrimonio; se fossi cresciuta a S. Antonio - Texas - non sarei qui parlare dei miei libri perché è una città molto calda e le biblioteche sono molto distanti; con le scuole dequalificate e senza la possibilità di accedere alle biblioteche, perché troppo lontane, farei l'operaia. Sono qui perché sono cresciuta a Chicago, perché nonostante le scuole fossero dequalificate, i musei erano fruibili gratuitamente un giorno la settimana: la domenica, proprio il giorno in cui i lavoratori erano a casa. Io sono il risultato della mia educazione. La mia lingua è l'inglese: con mia madre parlavo inglese e con mio padre lo spagnolo. Il mio spagnolo è una lingua da figlia. Per quante lingue si possano conoscere non saremo mai in grado di riuscire ad esprimere tutto ciò che vorrebbe dire il nostro cuore. Volevo scrivere la storia dei chicani e ho capito che per scriverla dovevo scrivere la storia degli ultimi».

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