08/09/2006

AUTOBIOGRAFIA


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Dario Fo si racconta attraverso la sua autobiografia "Il Paese dei Mezaràt. I miei primi sette anni (o qualcuno in più)", il romanzo di formazione del nostro Premio Nobel, la prima parte di quella grande avventura umana, artistica e politica che è stata la sua vita. Lo intervista la giornalista Alessandra Demonte.
 Evento a cura di Anno Domini.


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Italiano

Accolto dalle ovazioni di un foltissimo pubblico, entra in scena Dario Fo. Ma il monologo (sempre ravvivato dalla moglie Franca Rame) a cui il pubblico di Festivaletteratura assiste, racconta la storia di Fo, la sua formazione, il luogo dove è vissuto e che naturalmente lo ha condizionato nella sua produzione letteraria. Un luogo particolare, dove è nato un linguaggio particolare, un misto di lingue di tanti lavoratori stranieri che vivevano là. Dove sono vissute figure importantissime come quella della madre, scrittrice contadina e maniaca della cultura e del conoscere. O come quella del nonno, narratore eccezionale. E infine il pescatore del luogo: tempi, ritmi, fascino della storia, gestualità, 'situazione', le caratteristiche fondamentali per raccontare sono stati scoperti e tramandati ascoltando questo personaggio. Personaggi del popolo, fonte di ispirazione anche per Dante o per Folengo, che sono i veri protagonisti del linguaggio e della cultura. E i ricordi che Fo ha voluto fermare scrivendo la sua biografia, riguardano proprio queste immense fonti di ispirazioni, sempre presenti nelle fantasie dei suoi racconti.

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